Capunti con cardoncelli selvatici della murgia
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Una verdura tipica della tradizione contadina pugliese, il cardoncello è una pianta spontanea che cresce sulla Murgia, assaggiatelo, vedrete che assaporerete con piacere un sapore delicato, espressione della genuinità della terra pugliese.

Ingredienti per 4 persone:

  • 600gr di Capunti pugliesi > Compra qui
  • 1kg di Cardoncelli selvatici della Murgia
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva > Compra qui
  • 50gr di mollica di Pane > Compra qui
  • 50gr di pecorino grattugiato > Compra qui
  • un pizzico di peperoncino tritato

* in alternativa al pecorino si può aggiungere la ricotta marzotica grattugiata > Compra qui

Procedimento

  • Mondare i cardoncelli tenendo solo le parti più tenere
  • Lavare sotto acqua corrente e scolare bene
  • Portare ad ebollizione abbondante acqua salata e calarvi i cardoncelli
  • Fare cuocere per 10 o 15 minuti e aggiungervi i capunti tenendoli sul fuoco per altri 5 minuti
  • Nel frattempo far dorare la mollica sbriciolata nell’olio ben caldo insieme al peperoncino
  • Scolare la pasta in una capace zuppiera, versarvi l’olio con la mollica, condire con il pecorino
  • Mescolare bene e servire caldo

Proprieta benefiche del cardoncello selvatico della Murgia
Consigliato nelle diete ipocaloriche, il cardo ha proprietà diuretiche e lassative (è molto ricco di fibre) e contiene l’importante Silimarina che ha un effetto di protezione sul fegato e ne stimola l’attività metabolica.
Contiene anche antiossidanti che migliorano la durata delle cellule del corpo umano, sostanze che migliorano le funzioni epatiche e che contribuiscono all’abbassamento naturale dei trigliceridi e del tasso del colesterolo.

Come pulire il cardoncello selvatico
Sia la pulizia che la cottura del cardo richiedono molto tempo. È un operazione molto lunga e laboriosa, si devono eliminare le coste esterne più dure e filamentose, l’ideale è utilizzare un pela-patate fino ad arrivare al cuore.
Le coste vanno poi spuntate e tagliate a pezzetti tenendole immerse in acqua acidulata con il limone se non si intende utilizzarle subito evitando così che anneriscano.
Le foglie più grandi vanno scartate, mentre si possono consumare le foglie tenere che si sviluppano sulla parte centrale del cespo.


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